Aggiornato a agosto 2026

Partita IVA per tatuatori: regime forfettario e ATECO

Il codice ATECO per chi tatua è il 96.99.91, in vigore dal 2025 al posto del vecchio 96.09.02. Il coefficiente di redditività collegato è al 67%: su ogni euro incassato, il fisco considera 67 centesimi come reddito imponibile e il resto come spese forfettarie, a prescindere da quanto hai speso davvero.

In breve

In regime forfettario un tatuatore paga un'imposta sostitutiva sul 67% dei ricavi (il coefficiente del codice ATECO 96.99.91): 5% nei primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up, 15% altrimenti. Il regime resta accessibile fino a 85.000 € di ricavi annui. Su 30.000 euro di ricavi sono 1.005 € di tasse al 5% o 3.015 € al 15%.

Il codice giusto: ATECO 96.99.91

Fino al 2024 i tatuatori venivano spesso registrati sotto codici generici legati ai servizi alla persona. Dal 2025 esiste un codice dedicato, il 96.99.91, pensato apposta per distinguere l'attività di tatuaggio e piercing dagli altri servizi estetici. Se hai aperto la partita IVA prima del cambio, vale la pena verificare con il commercialista che il codice sia stato aggiornato: un codice sbagliato può far scattare il coefficiente di redditività sbagliato.

Come si calcolano le tasse: il coefficiente al 67%

Il regime forfettario non tassa quello che guadagni davvero, ma una percentuale fissa dei ricavi, decisa dal codice ATECO. Per il 96.99.91 quella percentuale è il 67%: il restante 33% è considerato spesa, forfettariamente, anche se hai speso di più o di meno. Sopra il 67% dei ricavi si applica poi l'imposta sostitutiva, al 5% nei primi cinque anni di attività (se rispetti i requisiti per il tasso agevolato) o al 15% a regime.

Ricavi annuiImponibile (67%)Imposta al 5%Imposta al 15%
20.000 €13.400 €670 €2.010 €
30.000 €20.100 €1.005 €3.015 €
50.000 €33.500 €1.675 €5.025 €
80.000 €53.600 €2.680 €8.040 €

Il tasso al 5% vale solo nei primi cinque anni e solo se non hai esercitato la stessa attività, in altra forma, nei tre anni precedenti: verificalo con il commercialista prima di applicarlo.

Il tetto: 85.000 € di ricavi

Il regime forfettario resta accessibile finché i ricavi dell'anno non superano gli 85.000 €. Superarlo non ti butta fuori a metà anno: cambia il regime dall'anno successivo, o dallo stesso anno solo se sfori oltre una soglia più alta. È un tetto che vale per tutte le attività in regime forfettario, non solo per i tatuatori, e viene aggiornato dalle leggi di bilancio: prima di avvicinarti, controlla che non sia cambiato.

Contributi INPS: dipende da come sei inquadrato

Qui non c'è una risposta unica. Se l'attività viene inquadrata come artigianale, versi i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti, con importi fissi trimestrali più una quota variabile. Se invece l'attività resta senza cassa professionale dedicata, può ricadere sulla Gestione Separata, con un'aliquota percentuale sul reddito imponibile. La scelta dipende da come viene classificata la tua attività in fase di apertura della partita IVA, ed è il punto in cui conviene sentire un commercialista prima di scegliere, non dopo.

Sapere quanto vale la tua ora, prima di fatturarla

Il regime forfettario semplifica il calcolo delle tasse, ma non ti dice quanto devi far pagare una seduta. Quella è una decisione a monte, ed è il tema della guida sulla tariffa oraria. Sapere quante ore di gestione ti stanno costando davvero, invece, è il conto della guida su quante ore perde un tatuatore. Il piano Resident Artist di Schedula Ink mostra in dashboard i numeri su richieste e sedute: utili proprio quando arriva il momento di fare i conti con il commercialista.

Domande frequenti

Quale codice ATECO deve usare un tatuatore?

Il 96.99.91, in vigore dal 2025: è il codice dedicato all'attività di tatuaggio e piercing, e ha sostituito il precedente 96.09.02. Se hai aperto la partita IVA prima del cambio, controlla con il commercialista che sia stato aggiornato.

Quante tasse paga un tatuatore in regime forfettario?

Il coefficiente di redditività del codice ATECO 96.99.91 è al 67%: quella percentuale dei ricavi diventa reddito imponibile, su cui si applica un'imposta sostitutiva del 5% nei primi cinque anni (se rispetti i requisiti di start-up) o del 15% a regime. Su 30.000 euro di ricavi fanno 1.005 € al 5% o 3.015 € al 15%.

Fino a quanto si può fatturare in regime forfettario?

Fino a 85.000 € di ricavi annui, soglia valida per tutte le attività in regime forfettario e aggiornata dalle leggi di bilancio. Superarla non ti fa uscire subito dal regime, ma cambia le cose dall'anno successivo o, oltre una soglia più alta, dallo stesso anno.

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