Il calcolo base: costi fissi diviso ore lavorabili
Il punto di partenza non è "quanto chiede il collega", ma quanto ti costa tenere aperto lo studio. Somma affitto o percentuale allo studio, materiali di consumo (aghi, inchiostri, guanti, pellicole), assicurazione e attrezzatura ammortizzata su un anno: quello è il tuo costo fisso mensile. Dividilo per le ore che tatui davvero in un mese, non per le ore in cui sei in studio: il tempo speso su DM, preventivi e agenda non è tempo fatturato. Il risultato è la tariffa minima sotto cui stai lavorando in perdita. Sopra quella, aggiungi il margine che vuoi portare a casa.
Le fasce di mercato in Italia
Le guide di settore rivolte ai clienti, che raccolgono prezzi da studi in tutta Italia, riportano un intervallo abbastanza coerente: tariffe da 50-100 euro l'ora per lavori piccoli e veloci, 100-300 euro l'ora nella maggior parte degli studi per lavori medi, e oltre 400 euro l'ora per gli artisti più richiesti. Sono numeri indicativi, non un listino: ogni città e ogni stile ha il suo mercato.
| Fascia | Tariffa oraria indicativa | Seduta da 2 ore |
|---|---|---|
| Lavori piccoli, flash | 50-100 €/ora | 100 € - 200 € |
| Lavori medi, la maggior parte degli studi | 100-300 €/ora | 200 € - 600 € |
| Artisti molto richiesti | 400 €/ora e oltre | 800 € e oltre |
Range indicativi raccolti dalle guide prezzi rivolte ai clienti, non un dato di settore verificato: usali come punto di partenza, non come tariffa da copiare.
Perché quella cifra decide anche acconto e no-show
La tariffa oraria non serve solo a fare il preventivo: è la base di ogni altro calcolo che fai in agenda. L'acconto si calcola come percentuale del preventivo, e il preventivo nasce dalla tariffa. Il costo di una seduta saltata è la stessa tariffa moltiplicata per le ore bloccate. Alza la tariffa di 50 euro l'ora e cambiano entrambi i numeri: una seduta da 2 ore passa da 200 € a 300 €, e con lei anche l'acconto al 20% e il costo di un'assenza. I conti su entrambi i casi sono nelle guide su quanto chiedere di acconto e su quanto costa un no-show.
Alzarla senza perdere chi ti segue già
- Non tutta insieme. Un aumento del 10-20% si assorbe, un raddoppio secco fa scappare anche chi era già convinto.
- Annunciala prima, non a preventivo pronto. Chi ti sta scrivendo per un lavoro nuovo la vede da subito; chi ha un progetto già avviato lo sa con anticipo, non a sorpresa.
- Falla seguire da qualcosa che si vede. Materiali migliori, meno attesa, agenda più ordinata: l'aumento regge meglio se è collegato a qualcosa di concreto, non solo al calendario.
- Tienila ferma per un periodo. Cambiarla ogni due mesi comunica insicurezza più che il valore del lavoro.
Domande frequenti
Quanto dovrebbe costare un'ora di tatuaggio?
Dipende dai tuoi costi e dalla tua zona, non c'è una cifra unica. Le guide di settore rivolte ai clienti riportano un intervallo da 50-100 euro l'ora per lavori piccoli fino a 100-300 euro nella maggior parte degli studi, con punte oltre i 400 per gli artisti più richiesti. Su una seduta da 2 ore, ogni fascia corrisponde a un preventivo diverso: a 100 euro l'ora sono 200 €.
Come si calcola la propria tariffa oraria da zero?
Parti dai costi fissi mensili (affitto o percentuale allo studio, materiali, assicurazione) e dividili per le ore che tatui davvero in un mese, non per le ore in cui sei in studio. Quella è la tariffa minima: sopra ci aggiungi il margine che vuoi portare a casa.
Conviene lavorare a tariffa oraria o a preventivo fisso?
Sono due modi di applicare lo stesso numero. La tariffa oraria regge meglio i lavori lunghi e su più sedute, il preventivo fisso è più semplice da comunicare su lavori piccoli e definiti. In entrambi i casi il calcolo di partenza è la tua tariffa oraria: cambia solo come la presenti al cliente.
Le ore che passi a fare il segretario puoi riprendertele. Guarda come funziona per la tua agenda.
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