Aggiornato a agosto 2026

Tariffa oraria del tatuatore: come si calcola bene

Una seduta da 2 ore a 100 euro l'ora vale 200 €: è il numero che uso come riferimento in tutte queste guide. Ma quel numero non è uno standard, è una tariffa scelta, e va calcolata, non copiata da chi lavora nello studio a fianco.

In breve

La tariffa oraria si calcola partendo dai costi fissi mensili (affitto, materiali, aghi, inchiostri, assicurazione) divisi per le ore che lavori davvero, più un margine. Il mercato italiano oggi va, in modo indicativo, dai 50-100 euro l'ora per lavori piccoli fino a 100-300 euro nella maggior parte degli studi, con i nomi più richiesti sopra i 400. La tua tariffa è quella che copre i costi, paga le tue ore e regge il confronto con la zona in cui lavori.

Il calcolo base: costi fissi diviso ore lavorabili

Il punto di partenza non è "quanto chiede il collega", ma quanto ti costa tenere aperto lo studio. Somma affitto o percentuale allo studio, materiali di consumo (aghi, inchiostri, guanti, pellicole), assicurazione e attrezzatura ammortizzata su un anno: quello è il tuo costo fisso mensile. Dividilo per le ore che tatui davvero in un mese, non per le ore in cui sei in studio: il tempo speso su DM, preventivi e agenda non è tempo fatturato. Il risultato è la tariffa minima sotto cui stai lavorando in perdita. Sopra quella, aggiungi il margine che vuoi portare a casa.

Le fasce di mercato in Italia

Le guide di settore rivolte ai clienti, che raccolgono prezzi da studi in tutta Italia, riportano un intervallo abbastanza coerente: tariffe da 50-100 euro l'ora per lavori piccoli e veloci, 100-300 euro l'ora nella maggior parte degli studi per lavori medi, e oltre 400 euro l'ora per gli artisti più richiesti. Sono numeri indicativi, non un listino: ogni città e ogni stile ha il suo mercato.

FasciaTariffa oraria indicativaSeduta da 2 ore
Lavori piccoli, flash50-100 €/ora100 € - 200 €
Lavori medi, la maggior parte degli studi100-300 €/ora200 € - 600 €
Artisti molto richiesti400 €/ora e oltre800 € e oltre

Range indicativi raccolti dalle guide prezzi rivolte ai clienti, non un dato di settore verificato: usali come punto di partenza, non come tariffa da copiare.

Perché quella cifra decide anche acconto e no-show

La tariffa oraria non serve solo a fare il preventivo: è la base di ogni altro calcolo che fai in agenda. L'acconto si calcola come percentuale del preventivo, e il preventivo nasce dalla tariffa. Il costo di una seduta saltata è la stessa tariffa moltiplicata per le ore bloccate. Alza la tariffa di 50 euro l'ora e cambiano entrambi i numeri: una seduta da 2 ore passa da 200 € a 300 €, e con lei anche l'acconto al 20% e il costo di un'assenza. I conti su entrambi i casi sono nelle guide su quanto chiedere di acconto e su quanto costa un no-show.

Alzarla senza perdere chi ti segue già

  1. Non tutta insieme. Un aumento del 10-20% si assorbe, un raddoppio secco fa scappare anche chi era già convinto.
  2. Annunciala prima, non a preventivo pronto. Chi ti sta scrivendo per un lavoro nuovo la vede da subito; chi ha un progetto già avviato lo sa con anticipo, non a sorpresa.
  3. Falla seguire da qualcosa che si vede. Materiali migliori, meno attesa, agenda più ordinata: l'aumento regge meglio se è collegato a qualcosa di concreto, non solo al calendario.
  4. Tienila ferma per un periodo. Cambiarla ogni due mesi comunica insicurezza più che il valore del lavoro.

Domande frequenti

Quanto dovrebbe costare un'ora di tatuaggio?

Dipende dai tuoi costi e dalla tua zona, non c'è una cifra unica. Le guide di settore rivolte ai clienti riportano un intervallo da 50-100 euro l'ora per lavori piccoli fino a 100-300 euro nella maggior parte degli studi, con punte oltre i 400 per gli artisti più richiesti. Su una seduta da 2 ore, ogni fascia corrisponde a un preventivo diverso: a 100 euro l'ora sono 200 €.

Come si calcola la propria tariffa oraria da zero?

Parti dai costi fissi mensili (affitto o percentuale allo studio, materiali, assicurazione) e dividili per le ore che tatui davvero in un mese, non per le ore in cui sei in studio. Quella è la tariffa minima: sopra ci aggiungi il margine che vuoi portare a casa.

Conviene lavorare a tariffa oraria o a preventivo fisso?

Sono due modi di applicare lo stesso numero. La tariffa oraria regge meglio i lavori lunghi e su più sedute, il preventivo fisso è più semplice da comunicare su lavori piccoli e definiti. In entrambi i casi il calcolo di partenza è la tua tariffa oraria: cambia solo come la presenti al cliente.

Le ore che passi a fare il segretario puoi riprendertele. Guarda come funziona per la tua agenda.

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